Educazione finanziaria, 1 “nativo digitale” su 2 senza le nozioni base sul risparmio e troppo esposto alle truffe online - Svetatour Percorsi Scuola

Educazione finanziaria, 1 “nativo digitale” su 2 senza le nozioni base sul risparmio e troppo esposto alle truffe online

A pochi passi dalla “vita vera” eppure ancora troppo impreparati ed esposti ai pericoli. Sono i nostri ventenni quando si trovano a dover gestire i propri soldi e, di conseguenza, a doversi difendere da raggiri, frodi e incidenti di percorso che, complice la loro presenza costante in Rete, sono costantemente in agguato. Basti pensare che, in media, solo la metà di loro padroneggia le nozioni più elementari su risparmio, interessi, potere d’acquisto della moneta. E nonostante siano nativi digitali, una quota simile – 1 su 2 – confessa di aver subito almeno una volta una truffa online o un furto d’identità e la cosa peggiore è che il 90% ammette che poteva evitarlo, se avesse adottato le giuste precauzioni.

L’iniziativa
A far emergere la necessità di dedicare più attenzione nella formazione dei giovani su queste tematiche è l’Osservatorio sull’Educazione finanziaria, realizzato da Skuola.net in collaborazione con UniCredit – con il supporto di EbiCo, spin-off accademico dell’università di Firenze – intervistando 2.500 giovani under30 che attualmente frequentano l’università.

I risultati
Partiamo dalla financial literacy, più sale il livello delle competenze richieste più il fallimento è dietro l’angolo. Sono bastate poche semplici domande: oltre 6 su 10, ad esempio, non sanno calcolare un ipotetico rendimento delle somme depositate in banca; circa 4 su 10 non riescono a valutare il ”peso” degli interessi su un finanziamento; oltre 7 su 10 si perdono nella trasformazione del tasso d’interesse in somme reali. Ma, in fondo, ne sono consapevoli visto che 4 su 5 “sanno di non sapere”.

Ancora peggio se passiamo al capitolo truffe online: solamente il 38% dichiara di saper riconoscere al volo le frodi più diffuse e un altro 54% di conoscerle solo in parte; quasi 1 su 10 dice di essere a digiuno sul tema. Numeri che, più o meno, tornano quando ci si addentra nell’argomento: circa 6 su 10, ad esempio, non sanno che il “phishing” si realizzi attraverso messaggi di posta elettronica. E siamo di fronte alla più comune. Con le altre tipologie, infatti, la situazione precipita: meno di 4 su 10 sanno che il “vishing” è una truffa che utilizza una chiamata telefonica per colpire oppure che lo “smishing” sfrutta gli sms.

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